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IRONMAN CERVIA 18-21 SETTEMBRE 2025

Alla gara hanno partecipato gli atleti Simone e Cristian Orlandi

3,8 km in acque libere180 km in bicicletta e 42,2 km di corsa.

 

Proponiamo una breve intervista a Simone e a Cristian

Come vi siete preparati per affrontare una gara impegnativa come l’Ironman di Cervia, sia dal punto di vista fisico che mentale?

“La preparazione è stata totale: non solo allenamenti, ma una vera e propria disciplina quotidiana. Abbiamo strutturato i mesi precedenti alternando carichi importanti a momenti di recupero strategico, curando alimentazione, sonno e ogni dettaglio del mio corpo. Mentalmente, ho lavorato come in una maratona di testa: visualizzare i momenti di difficoltà e imparare a gestirli prima che arrivassero davvero. Un Ironman non si corre solo con i muscoli, ma con la mente: se impari a dominare la tua testa, il corpo ti segue.”

C’è stato un momento durante la gara in cui avete pensato di mollare? Se sì, cosa vi ha spinto a continuare?

“Sì, il momento arriva sempre. Quando il corpo chiede di fermarsi e la fatica diventa un muro, ti passa in testa l’idea di mollare. Ma lì scatta qualcosa: pensi a tutti i sacrifici, alle sveglie alle 5 del mattino, ai chilometri sotto la pioggia o al caldo d’estate. Sai che sei lì per dimostrare a te stesso che puoi. In quei momenti ricordi il motivo per cui hai iniziato e la voglia di onorare quel percorso diventa più forte di qualsiasi fatica. E allora non molli: continui, un passo alla volta, fino alla fine.”

Che criteri avete seguito nella scelta dell’attrezzatura, in particolare per la frazione in bici? Avete fatto modifiche rispetto ad altre gare?

“Abbiamo scelto tutto con un approccio quasi scientifico: la bici non è solo velocità, ma soprattutto comfort e affidabilità per reggere 180 km e arrivare alla corsa ancora integro. Abbiamo  testato ruote, sella e posizione per mesi, finché non abbiamo trovato il set-up ideale per il mio corpo. Rispetto alle gare precedenti abbiamo fatto modifiche mirate, eliminando ogni punto debole che poteva trasformarsi in problema durante la gara. In Ironman non puoi improvvisare: l’attrezzatura deve essere un’estensione di te stesso, altrimenti paghi ogni dettaglio sulla distanza.”

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